
Sabato 29 agosto 2026.
Una giornata che, nel territorio agrigentino, ha messo ancora una volta alla prova il sistema dell’emergenza.
A Sciacca, nella zona di San Giorgio e Macauda, un vasto incendio alimentato dal vento e dalle alte temperature ha trasformato una normale giornata di fine agosto in una situazione drammatica.
Le fiamme hanno raggiunto la zona costiera, la SS115 è stata chiusa e centinaia di persone sono state costrette ad allontanarsi dalle proprie abitazioni e dalle strutture ricettive.
Decine di persone sono rimaste intrappolate dal fumo e dal fuoco, alcune costrette a trovare rifugio in mare e successivamente evacuate via mare. Sei persone, tra cui un neonato, sono state trasportate in ospedale per intossicazione da fumo.
Per molti, quella notte, non c’era più una vacanza.
C’era soltanto la necessità di mettersi in salvo.
E mentre l’emergenza straordinaria richiedeva il massimo coordinamento tra soccorritori, forze dell’ordine, Protezione Civile, Vigili del Fuoco, Guardia Costiera e personale sanitario, la macchina del soccorso continuava a muoversi.
LA CROCE ROSSA, ANCHE QUANDO NON SI VEDE, C’È.
Nella stessa giornata di sabato 29 agosto, la Croce Rossa Italiana – Comitato di Agrigento era impegnata con circa 70 volontari in diversi servizi di assistenza sanitaria sul territorio.
Non solo emergenza incendi.
Ma anche interventi di assistenza sanitaria, servizi programmati e un soccorso per incidente stradale sulla Sciacca-Ribera, all’altezza dell’entrata per Seccagrande.
Circa 10 mezzi di soccorso, tra ambulanze e automediche, sono stati impiegati nelle diverse attività.
Numeri che raccontano una realtà spesso poco visibile.
Perché dietro ogni ambulanza c’è una squadra.
Dietro ogni squadra ci sono persone.
E dietro quelle persone ci sono ore di formazione, disponibilità, sacrificio e responsabilità.
ORDINARIA E STRAORDINARIA AMMINISTRAZIONE
È facile parlare di volontariato quando arriva una grande emergenza.
È più difficile ricordarsi che il volontario c’è anche quando non ci sono telecamere, titoli sui giornali o grandi emergenze da raccontare.
C’è durante un evento.
C’è durante un servizio sanitario.
C’è quando arriva una chiamata per un incidente.
C’è quando qualcuno ha bisogno di essere trasportato.
C’è quando tutto sembra normale.
E poi, quando quella normalità improvvisamente si interrompe, è pronto a trasformare la propria disponibilità in soccorso.
Questa è la forza del volontariato.
Non l’eroismo.
La presenza.
La capacità di esserci prima ancora che qualcuno pronunci la parola “emergenza”.
Il 29 agosto ci ha ricordato che la sicurezza di una comunità non dipende soltanto dai mezzi disponibili.
Dipende soprattutto dalle persone che decidono di mettersi a disposizione degli altri.
Persone che, spesso dopo una giornata di lavoro, una settimana impegnativa o semplicemente mentre tutti gli altri stanno vivendo il proprio tempo libero, indossano una divisa e salgono su un’ambulanza.
Non perché qualcuno glielo imponga.
Ma perché hanno scelto di esserci.
IL PENSIERO DEL PRESIDENTE
Il Presidente della Croce Rossa Italiana – Comitato di Agrigento, Angelo Vita, vuole rivolgere un particolare ringraziamento a tutti i volontari che, anche in questa giornata complessa, hanno garantito la continuità dei servizi sul territorio:
“Il nostro ringraziamento va a tutti i volontari che ogni giorno, nelle situazioni ordinarie così come nelle emergenze più difficili, scelgono di esserci. Il 29 agosto è stata una giornata particolarmente impegnativa, ma ancora una volta il nostro Comitato ha dimostrato che la vera forza della Croce Rossa è nelle persone, nella loro preparazione, nella disponibilità e nella capacità di lavorare insieme. A tutti loro va la nostra gratitudine.”
Perché alla fine, quando tutto sembra andare fuori controllo, una cosa continua a fare la differenza:
qualcuno che decide di esserci.
E quella divisa rossa, in quei momenti, non rappresenta soltanto un’organizzazione.
Rappresenta una comunità che si prende cura della propria comunità.
❤️ Croce Rossa Italiana – Comitato di Agrigento
Ovunque, per chiunque.


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